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Salute: i fattori che la compromettono

Aggiornamento: 26 apr 2022


La salute è una componente fondamentale della nostra vita e ognuno di noi possiede una visione soggettiva della stessa, in quanto differente è il significato che vi attribuiamo. Tale significato, infatti, viene fortemente influenzato da una serie di fattori culturali, educativi, ma in particolar modo dal contesto sociale in cui viviamo e dalle nostre convinzioni personali. Tuttavia, nonostante le diverse definizioni esistenti, a seconda del valore che vogliamo conferire al concetto di salute, sono due le versioni a cui possiamo far riferimento: una dal valore negativo, l’altra dal valore positivo.
Il valore negativo, si esplica nella definizione di salute come “assenza di malattia”; essa, pertanto, ne presenta una visione oggettiva, che esclude importanti aspetti riconducibili al mantenimento o al miglioramento dello stato di salute.
Il valore positivo nasce, invece, dalla definizione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la quale coglie le diverse dimensioni soggettive e funzionali dello stato di benessere, ponendo l’accento sia sulle risorse personali e sociali, che sulle capacità fisiche dell’individuo.

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia.

Dopo aver chiarito le due definizioni, è importante ricordare che la salute è una risorsa per la nostra esistenza e che pertanto va salvaguardata attraverso prevenzione e promozione della stessa.

Prevenzione della salute

Possiamo definire la prevenzione della salute come “l’insieme delle attività volte a ridurre l’incidenza, la durata e i danni che possono derivare da diverse forme di disturbi, malattie e comportamenti disadattivi.”

Negli ultimi anni sono sempre di più le persone alla ricerca del benessere psico-fisico e, per certo, questa crescita esponenziale è dovuta ad una maggiore consapevolezza da parte della popolazione in merito all’importanza della prevenzione. Quest’ultima, infatti, ci consente di agire su diversi stadi per preservare e/o migliorare il nostro stato di salute e si suddivide in: prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
  1. La prevenzione primaria comprende tutte le azioni attuabili ancor prima dello sviluppo della malattia, ossia vaccinazioni, promozione di una corretta alimentazione, di attività fisica, seguiti dalla correzione di un qualsiasi comportamento disadattivo in grado di compromettere lo stato di salute;

  2. La prevenzione secondaria comprende tutti gli interventi attuabili agli esordi della malattia, come screening e diagnosi precoce, finalizzati a ridurre o bloccare l’evoluzione della stessa;

  3. La prevenzione terziaria comprende, invece, tutte le azioni da attuare in caso di malattia conclamata, ciò consente di minimizzarne le conseguenze negative, impedendone un’eventuale cronicizzazione.


Promozione della salute

La promozione della salute viene definita come "il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla". Essa ha come scopo primario la presa di coscienza dei potenziali fattori di rischio e il raggiungimento dell'eguaglianza nelle condizioni di salute. In altre parole, il suo intervento si prefigge l’obiettivo di ridurre, nell’area salute, le differenziazioni tipiche della stratificazione sociale, offrendo a tutti eguali opportunità e risorse.

Nella pratica, il processo inerente alla promozione della salute comprende in primo luogo:

  1. La creazione di ambienti favorevoli alla salute;

  2. L'accesso alle informazioni dedite a rafforzarne le azioni a favore;

  3. Lo sviluppo delle competenze necessarie alla vita e di conseguenza la possibilità di compiere scelte adeguate per quanto concerne la propria salute.


I principali fattori di rischio

Secondo i dati dell’OMS tra le patologie più diffuse, causa della quasi totalità di decessi precoci in Europa, troviamo le patologie croniche, ossia le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, i tumori, i disturbi respiratori cronici, ecc. Prima di elencare i fattori di rischio in grado di alterare lo stato di benessere di un individuo, occorre però fare una premessa utile a comprendere che l’insorgenza di una qualunque patologia non è mai determinata da un singolo fattore, bensì da una serie di cause concatenate; tra essi occorre distinguere:

  • Fattori non modificabili quali l’età e il patrimonio genetico.

  • Fattori modificabili, quali l’ambiente, l’alimentazione, l’attività fisica e lo stile di vita in generale, ossia i fattori su cui è possibile intervenire;

Età e fattori genetici

L’età è per certo uno tra i marcatori più importanti dell’accumulo dei rischi ed è palese come l’aumento di quest’ultima, comporti anche un aumento nell'incidenza nello sviluppo della malattia. Tuttavia, a differenza di come si possa pensare, la causa però non è attribuibile unicamente al numero di mutazioni accumulate con l’età, ma in particolar modo al progressivo deterioramento del sistema immunitario e più in generale al naturale deterioramento di tutte le funzionalità corporee e comportamentali.

Parlando invece di fattori ereditari e quindi di “familiarità” va sottolineato che l’eventuale presenza di un gene mutato non rappresenta lo sviluppo certo della malattia stessa, esso sta soltanto ad indicare una maggiore predisposizione ed è pertanto un fattore da tenere sotto controllo.


Ambiente, stile di vita e alimentazione

L’ambiente può influire indirettamente o direttamente sullo stato di salute. Esso può infatti favorire l’insorgenza della malattia nel caso di ricorrente esposizione a diversi fattori, tra cui:

  • Agenti chimici quali diossine, amianto, arsenico, ecc;

  • Agenti fisici come Raggi X e radiazioni ionizzanti (il problema si pone in particolar modo in caso di esposizione a dosi elevate);

  • Agenti infettivi, come Epatite B e C, HPV, H. Pylori, ecc. (buona parte di queste infezioni sono prevenibili attraverso la vaccinazione).


Lo stile di vita, invece, inteso come il comportamento abituale dell’individuo che, insieme alla genetica e all'ambiente ne condiziona il benessere psico-fisico, ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi secoli, molti dei quali hanno condizionato negativamente il nostro stato salute. Ma anche qui, occorre fare un piccolo preambolo.

Oggi ci ritroviamo a vivere secondo un modello di vita completamente diverso rispetto a quello in cui ci siamo evoluti; un modello orientato perlopiù al surplus calorico e alla comodità; che in altre parole ci consente di avere un accesso illimitato al cibo, senza compiere il benché minimo sforzo fisico (quello sforzo a cui invece i nostri antenati erano soggetti per procacciarlo). Di conseguenza, dinnanzi a condizioni così nuove e anomale per i nostri geni, considerando che lo stile di vita e i componenti nutrizionali sono in grado di alterare l’espressione genica, è palese che tutto ciò rappresenti un serio fattore di rischio per alcune patologie.


E’ ormai noto quanto la sedentarietà giochi un ruolo fondamentale nelle dislipidemie, nell’insulino-resistenza, nell’infarto del miocardio, ecc; stessa cosa vale per la scorretta alimentazione, la quale incide per più di un terzo sul totale delle cause di tumori. Pertanto per ricercare le cause della malattia, basti semplicemente comparare le abitudini moderne con quelle del passato.

Approfondimento: Le conseguenze di una scorretta alimentazione

Sappiamo che i geni la cui espressione è regolata dalla dieta, sono coinvolti nell’insorgenza e nell’avanzamento delle patologie cronico-degenerative, ma quali sono le conseguenze?

  • Una dieta povera di cereali integrali frutta e verdura associata all’eccessivo consumo di sale, rappresenta il punto di partenza a cui possono essere ricondotti un decesso su due e due casi su tre di disabilità legati all'alimentazione. Essa determina una maggiore predisposizione all’obesità, allo sviluppo di malattie cardiache, di tumori del tratto gastrointestinale, ecc;

  • Una dieta ricca di grassi saturi gioca un ruolo chiave nella comparsa di dislipidemie, favorisce la formazione di un’alta percentuale di tumori mammari, ecc;

  • Una dieta ricca di carboidrati, predispone all’ipertensione, all’iperinsulinemia e ad alcune forme di tumori, a causa dell’induzione di stress ossidativo e dalla comparsa di citochine pro-infiammatorie.

Consigli utili

La salute è un aspetto fondamentale per una buona qualità di vita e un bene essenziale per lo sviluppo sociale, economico, ma soprattutto personale, pertanto la presa di coscienza dei possibili fattori di rischio, rappresenta per noi un grande vantaggio, in quanto ci consente di intervenire efficacemente per evitare, ritardare o attenuare le conseguenze di svariate patologie. In definitiva, non è mai troppo tardi per migliorare il proprio stile di vita, per iniziare a praticare sport e iniziare una corretta alimentazione. A volte bastano anche piccole correzioni per ridurre grandemente l’incidenza di numerose patologie; basti pensare che, in tal senso, anche un semplice aumento del consumo di omega-3 può rappresentare un’efficace strategia per ridurre il rischio di insorgenza. Perché? Gli acidi grassi omega-3 modulano e riducono l’espressione di determinati geni, come nel caso della riduzione nell’espressione di NK-kB, fattore di trascrizione coinvolto nell’induzione dei geni pro-infiammatori.



 
 
 

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